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L’ASINO SELVATICO L’asino come specie selvatica vive ancora in una striscia di terra semi-desertica presente tra la Mongolia e la Cina. Ritenuto estinto, fu poi riscoperta, proprio in quell’area, una popolazione ancora integra. Da un punto di vista morfologico è simile al nostro, mentre il colore del mantello è un paglierino chiaro attraversato da una linea mulina che gli corre lungo tutto il dorso. Poco si sa del comportamento di questa specie. Vive sicuramente in mandrie governate da uno stallone. La sua alimentazione, estremamente ricca di fibre, è legata alla vegetazione degli ambienti steppici da lui abitati, ed è estremamente sensibile al disturbo antropico e alla modificazioni dell’habitat. Molto importanti risultano quindi tutti i tentativi di conservazione di questa comunità selvatica che si è salvata grazie alla sua lontananza dall’uomo. La presenza dell’asino nel nostro Continente e la sua grande diffusione in tutta l’ area del Mediterraneo, è senza dubbio il segno più tangibile della storia dell’evoluzione culturale dell’uomo. Questo, infatti, durante le sue incredibili migrazioni, che dalle sterminate steppe e sconfinati deserti dell’est lo hanno portato a conquistare l’ Europa e il Mediterraneo, ha sicuramente avuto, come fedele e instancabile alleato, questo piccolo equide.
L’ ASINO DOMESTICO Le prime raffigurazioni incise sulla roccia che ritraggono l’asino domestico accanto all’uomo risalgono a cinquemila anni A. C. Quindi sono settemila anni che l’asino lavora al fianco dell’ uomo. Ha svolto i lavori più pesanti tirando l’aratro e l’erpice, facendo girare la macina del grano e il frantoio per le olive. Ha trainato carri e slitte e sulla sua groppa è stato caricato di tutto. Con l’ avvento delle macchine agricole e con il trasformarsi della cultura contadina nel giro di pochi anni è diventato inutile. Nell’era della tecnologia avanzata, meccanica ed elettronica, la possibilità di continuare ad utilizzare gli animali come mezzi per le attività di lavoro è da considerarsi anacronistica e storicamente superata. L’ asino ormai è a rischio di estinzione, scomparso dai campi, gli ultimi esemplari, divenuti rari, testimoniano un passato lontano, l’iconografia di un mondo irripetibile, di una cultura contadina tramontata. Ha rappresentato insieme al mulo uno dei mezzi di trasporto più sicuro e più antico, utilizzato soprattutto nelle aree montane per la capacità di trasportare notevoli carichi attraverso sentieri angusti e pericolosi. Permetteva di portare la soma fino all’uscio di casa, passando per vie e viuzze tanto strette che il carico rasentava i muri delle case. Gli antichi tratturi, percorsi di montagna per la transumanza, sentieri e strade montane di ogni genere sono stati tracciati dall’asino.
RAZZE: L'esistenza di poche razze in Europa, è forse dovuta, come già aveva osservato Darwin, al fatto che da sempre si tratta di un animale allevato da contadini che non avevano né il tempo né le possibilità economiche per fare incroci selezionati, non a caso permane il detto: non c’è asino più asino di un contadino senza asino.
PORTOGALLO: Miranda nord-est del Portogallo (Bragança).
SPAGNA : Andaluso Andalusia (Sud Spagna) Catalano Catalogna (Nord-Est Spagna) Maiorca Isole Baleari
PIRENEI: RAZZA FRANCO-SPAGNOLA
Le zone d'origine sono: Spagnolo Bianco: incrocio con asino bianco d’Egitto (non albino come i nostri Asinara) Zamorano – Leones: Cordigliera dei Cantabrici e nord-ovest della Spagna
FRANCIA: Bourbonnais Grande Nero di Berry: zona di Berry Cotentin: Cotentin Normanno: Normandia Poitou: dipartimento di Deux Sevres, nella Francia occidentale. Provenz: Provenza
IRLANDA: D’Irlanda: Irlanda
RAZZE ITALIANE: Amiata: Toscana Sarda (o sardegnola?): Sardegna Asinara: isola della Sardegna Grigio siciliano: razza comune, da lavoro, piccola taglia Martinafranca: Martina Franca, Alberobello, Locorotondo, Puglia Pantelleria: isola della Sicilia Ragusano: Ragusa, Modica, Scicli e S.Croce Camerina
Romagnolo: Razza di
asini autoctona dell'Emilia-Romagna (in particolare Provincia di Forlì). RAZZE MINORI:
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