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NASCE A CAVRIGLIA  LA PRIMA SCUOLA DI ADDESTRAMENTO DOVE SARA' POSSIBILE ESSERE OSPITATI CON I PROPRI ASINI

info: Roberto e Cristiana  - cell. 3395449315 - ranchmargherita@parcocavriglia.com


corso di addestramento on-line

 

cap. I - sull'addestramento dell'asino

cap. II - insegniamo all'asino a camminare con noi

cap. III - addestramento a guide lunghe per attacchi e sella

cap. IV - alcune importanti cose da sapere

cap. V - addestramento a sella

cap. VI - addestramento a pariglia e troica cap. VII - piccola mascalcia e nozioni di base per interventi veterinari tempestivi

cap. VIII - scelta dell'asino in base

 al lavoro che vogliamo fare

 

CAP. IV°  -  ALCUNE IMPORTANTI COSE DA SAPERE:

 

Prima di continuare a parlare di addestramento vero e proprio, ci sono alcune cose importanti da tener presente per poter lavorare in massima sicurezza,  per salvaguardare la salute dell’asino, e qualche consiglio per quando si va a comprare un asino.

 

LAVORO IN SICUREZZA

Non dimentichiamoci mai che l’asino in natura è una preda e può quindi impaurirsi di fronte a  situazioni nuove e impreviste; a volte basta un’ombra o un vestito troppo colorato o qualcosa di nuovo lungo il suo cammino che la volta prima non c’era. La reazione istintiva dell’animale è rappresentata in genere da uno scarto repentino, oppure si può impuntare o addirittura scalciare se il pericolo viene da dietro. Se stiamo lavorando con i bambini (in sella o nelle vicinanze dell’animale) ciò può costituire un serio pericolo. Mi è capitato per esempio di vedere un bambino inciampare e cadere dietro i posteriori di un asino e questi, spaventato, ha  scalciato. Per evitare incidenti di questo tipo è nostro compito, parallelamente all’addestramento vero e proprio, abituare i nostri asini ad affrontare senza paura le situazioni più disparate. C’è da dire che con l’età e l’esperienza l’asino diventa via, via sempre più coraggioso, ma se abbiamo a che fare con animali giovani è importante mettere alla prova la loro affidabilità prima di coinvolgerli nel lavoro con i bambini.

 

L’ASINO NON DEVE SCALCIARE, NE’ MORDERE

Lavorando con i bambini capita spesso che questi arrivino di corsa dietro all’asino, lo tocchino all’improvviso sulla groppa, gli prendano addirittura la coda; come fare ad insegnare ai nostri animali che in simili frangenti non corrono alcun pericolo?

Quando abbiamo sufficiente confidenza con il nostro asino, dobbiamo pian piano cominciare a simulare artificialmente tutte le azioni che possono innescare la reazione del calcio tipo: arrivargli dietro di corsa, prendergli la coda, toccargli all’improvviso i posteriori, far cadere oggetti dietro le zampe posteriori, fra le zampe e subito di lato; gli asini non reagiscono tutti allo stesso modo; ci sono animali che non accennano neanche ad alzare una zampa, magari scartando solo lateralmente. Ma se dovesse succedere che il nostro asino reagisca con una pedata, va sgridato energicamente e subito gli va reso un leggero ma deciso colpo con il collo del piede nella zona dove passa il sottopancia; nel giro di 3-4 volte avrà imparato la lezione.

Se l’asino ha il vizio di dare pizzicotti o morsi, è indispensabile, quando ciò succede, dargli subito una pacca sul muso (più rumorosa che altro) rimproverandolo energicamente. Ben presto smetterà.

 

ABITUIAMO I NOSTRI ASINI ALL’IMPREVISTO:

Tante situazioni che potrebbero spaventare l’asino le possiamo ricreare artificialmente in uno spazio chiuso e piano (maneggio o tondino) in modo da far familiarizzare l’animale con gli oggetti e le situazioni più disparate:

  • stendere un pezzo di moquette colorata per farcelo passare sopra.

  • attaccare palloncini e nastri colorati lungo la staccionata (oggetti colorati che si muovono al vento).

  • creare delle pozze artificiali  dove siano costretti a passare per bere o per mangiare.

  • creare strettoie e tunnel attraverso i quali devono passare.

  • per abituarli ai sacchetti di plastica possiamo portar loro il fieno in sacchi della nettezza agitandoli davanti a loro mentre li svuotiamo dal fieno.

  • per abituarli ai rumori possiamo mettere in moto una motosega, oppure accendere uno stereo a tutto volume, suonare clacson ecc….

mettiamo quindi in moto la nostra fantasia: più sono le situazioni in cui i nostri asini saranno coinvolti, più ci ritroveremo animali affidabili e coraggiosi.

 

LAVORARE IN PIAZZE DI PAESE O FIERE ECC.

Se abbiamo intenzione di far lavorare i nostri asini in piazze di città o di paesi, dobbiamo portarli almeno 2-3 volte nel paese più vicino in modo che prendano confidenza con l’asfalto, le strisce pedonali, le macchine che passano, le griglie ecc., altrimenti sarebbero troppo impauriti per lavorare in sicurezza.

E per trasportarli con il trailer o van che sia, dobbiamo prima insegnar loro a salirci sopra ( non dimentichiamoci che l’asino come tutte le prede è un animale claustrofobico) !! Come fare? La nostra esperienza ci insegna che il modo migliore per farli familiarizzare con il trailer è quello di posizionare lo stesso trailer nel recinto dove stanno gli asini e dargli da mangiare al suo interno; gli animali cominceranno presto a considerare lo spazio ristretto del trailer come un luogo sicuro e confortevole e non sarà un trauma quando li faremo salire su per cominciare a portarli fuori.

IMPORTANTE: quando si trasportano gli animali è bene lasciarli liberi nel van o trailer; si stresseranno molto meno.

 

FEMMINE IN CALORE

Un ultima cosa importante da sottolineare: le femmine asine hanno generalmente un calore molto pronunciato (più delle cavalle): l’asina si impunta, è nervosa, meno obbediente, si ferma spesso ad urinare, può prendere una corsa all’improvviso, mastica a vuoto, cerca di montare altri asini; per lavorare in sicurezza è meglio non farle lavorare in quei giorni. Il calore si presenta ogni 25-26 giorni e può durare anche 8-9 giorni (la durata e l’intensità sono caratteri individuali). La nostra personale esperienza ci insegna che è preferibile lavorare con i castroni, sempre disponibili al lavoro. Ad esempio, la nostra asinella Margherita è bravissima (la più brava del ranch Margherita) ma va a finire che la possiamo usare solo 2 domeniche su 4; l’anno scorso abbiamo addestrato tre castroni al tiro a tre e sarebbe stato davvero problematico se fossero state femmine, anche una sola dei tre; senza contare che spesso partecipiamo a sagre e fiere ed è importante per noi essere sicuri di poter portare una animale piuttosto che un altro ( con le femmine è un terno al lotto !!! ). 

 

PER LA SALUTE DELL’ASINO:

OBESITA’: Spesso ci è capitato di vedere asini molto grassi, con il collo esageratamente grosso a volte ripiegato da una parte; bisogna stare attenti a non arrivare a questi punti perché si rischiano diverse malattie: prima fra tutte la laminite agli zoccoli: deformazione dello zoccolo da cui difficilmente si guarisce se non si prende in tempo. A volte le femmine cessano di andare in calore ecc.

 

CURA DELLO ZOCCOLO: Lo zoccolo va seguito, controllato e tenuto sempre in perfette condizioni di appiombo, questo per salvaguardare la salute dei tendini; Dobbiamo controllare che nello zoccolo non ci siano spaccature, fessure o buchi dovuti spesso all’azione del tarlo per il quale l’asino ha una certa predisposizione. In presenza di tarlo, bisogna pulire accuratamente la parte malata, raschiando via tutta la segatura e arrivando al sodo; è importante la pulizia e l’areazione perché il tarlo è anaerobico. Effettuata la pulitura, trattare con trementina o petrolio (2 volte al di’ per 3-4 giorni) e tenere l’asino in un luogo pulito e asciutto.

 

MALATTIE DELLA PELLE: L’asino ha una certa predisposizione anche per le malattie della pelle (perdita di pelo a chiazze di diversa forma); si può trattare di infestazione da acari (trattare con neguvon) oppure di forme batteriche o fungine (trattare con difelen); quando cominciano le giornate calde primaverili è consigliabile un bel bagno con uno shampoo antiparassitario e magari con una tosatrice si può anche accorciarli un po’ il pelo per maggior pulizia. Se si grattano sulla groppa e la coda è utile un lavaggio con il sapone di marsiglia dopo aver sverminato l’asino (vanno sverminati a primavera ed in autunno).

 

PICCOLO PRONTO SOCCORSO: Consigliamo di tenere sempre a portata di mano un medicinale per le coliche, che negli asini possono essere spesso mortali, ed è importante intervenire immediatamente senza aspettare l’arrivo del veterinario. Così come è utile aver sempre disinfettanti, cortisonici e antibiotici. Anche quando ci troviamo ad affrontare lunghi trekking, è sempre prudente portarsi dietro un piccolo pronto soccorso per qualsiasi evenienza.

Confesso che ero terrorizzata all’idea di fare una puntura, ma mi sono fatta forza e ho imparato e diverse volte abbiamo salvato la vita dei nostri animali con il nostro intervento tempestivo.

 

ACQUISTARE UN ASINO:

ETA’: ci è capitato decine di volte ormai di sentire persone lamentarsi perché il commerciante aveva venduto loro un asino giovane che si è poi rivelato essere molto più vecchio. Attenzione, non fidarsi mai di un commerciante: a volte rilasciano anche certificati falsi !! Meglio di tutto sarebbe andare all’acquisto accompagnati da una persona che ha un po’ di esperienza in fatto di asini, ma se ciò non è possibile, basta un’occhiata ai denti dell’animale per rendersi conto se abbiamo a che fare con un animale giovane oppure no: gli asinelli giovani hanno denti piccoli e diritti; via via che il tempo passa i denti si allungano e tendono a inclinarsi in avanti.

 

ZOCCOLI E TENDINI: l’altra cosa da esaminare bene sono gli zoccoli e lo stato dei tendini; troppe volte ci è capitato di vedere alle fiere asini con zoccoli troppo lunghi o addirittura deformati. Se lo zoccolo è stato troppo a lungo trascurato i tendini dell’animale avranno sofferto e rischiamo di portarci a casa un asino che avrà sempre problemi nel camminare.

 

 

 

 

 

 

 

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SCUOLA DI ADDESTRAMENTO PER

ASINI ED ASINARI