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L’IMPORTANZA DELLA RISCOPERTA DELL’ASINO Di Patrizia Reinger Cantiello L’importanza della riscoperta dell’asino ci viene incontro da più considerazioni: da sempre compagno di fatica dell’uomo, il recupero della sua presenza equivale al riappropriarsi di una memoria storica. Le trasformazioni degli ultimi decenni sono state così rapide e radicali che una nuova fatica caratterizza la nostra vita: la fatica di vivere, di essere al passo con le aspettative di un vivere sociale sempre più asfissiante e livellante, caratterizzato da ritmi vorticosi e contenuti ambigui, di essere accettati e di accettarsi con le proprie caratteristiche e difficoltà. La società dell’apparire e dell’efficienza miete non poche vittime, scatena sofferenze, le più svariate, la cui gestione risulta, a volte, difficilissima. Non vorremmo parlare semplicemente di patologie, quanto soprattutto di un malessere che ci accomuna e ci affatica. Dar sollievo alla sofferenza ci impegna quotidianamente sotto tutti i profili – personale, sociale, politico, professionale, in alcuni casi. Sempre più le risposte dei tradizionali approcci alla cura risultano insufficienti, sempre più volgiamo lo sguardo verso dimensioni di cura che possano integrare più aspetti nell’affrontare la sofferenza. Nel nostro specifico abbiamo trovato un compagno insolito, in questo nostro percorso di ricerca: l’asino. E’ significativo che l’asino sia compagno, ora, di una fatica diversa da quella alla quale da sempre l’associamo: la fatica di vivere, appunto. Ci facciamo promotori di una dimensione particolare, in cui il recupero della memoria e il lavoro di integrarla con la possibilità di costruire un futuro avvengano con la mediazione dell’asino. Un animale tanto mite e modesto quanto solido ed efficace nel lavoro e nel resistere ad ambienti fisicamente ostili quanto gli “ambienti”psichicamente ostili in cui sempre più spesso capita di trovarsi nella nostra vita quotidiana. Uno dei pochi esseri viventi che nei “climi” più avversi riesce, anche con poco, a sopravvivere. Un animale sociale che in una semplice vita di gruppo trova, e ci insegna a ritrovare, quei valori emotivi ed affettivi di cui tutti abbiamo bisogno per costruire noi stessi e il nostro futuro. Un rapporto fisico tanto profondo quanto discreto e non invadente. Un delicato erbivoro che senza invadere i nostri spazi vitali, con un minimo di interesse, è però sempre pronto a dimostrarsi curioso, ad interagire e a (sop)portarci sulle Sue spalle. Pacatezza ed affetto in un essere vivente mai banale e pur sempre generoso. A questo proposito, ci sembra importantissimo avviare e consolidare un processo di responsabilizzazione rispetto alle possibilità individuate nei percorsi che prevedono l’asino, quale compagno di lavoro. Questo lo scopo del nostro Convegno: mettere le persone in condizione di conoscere e di approfondire una conoscenza vecchia di secoli, nuova di risorse impensate. intenti e valori L’IMPORTANZA DELLA RISCOPERTA DELL’ASINO |