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carta dell'asinaro
La carta dell’asinaro è in fase di elaborazione, si basa sul modello delle associazioni nazionali francesi. A Man e Ane e Mulet Association Nationale che riportiamo
CARTA DELL’ASINARO
Un asinaro è colui
che si occupa di asini, per scopi personali o professionali.
La
presente carta è riferita agli asinari professionisti, che svolgono
attività
Un asinaro professionista deve:
1 – Avere una conoscenza anatomica di base e generale sull’asino: 1.1 - Conoscere l’anatomia (i nomi delle differenti parti del corpo), i rudimenti del funzionamento dell’apparato locomotore (scheletro, muscoli, tendini) ed in particolare il piede. 1.2 - Riconoscere, prevenire ed eventualmente curare i principali problemi del piede. 1.3 - Non intervenire sulle unghie se non si ha la capacità di rispettare gli appiombi e le parti dello zoccolo, in caso contrario fare sistematicamente riferimento ad un maniscalco esperto. 1.4 - Saper valutare lo stato generale dell’asino, riconoscere gli eventuali problemi psicologici comprenderne il carattere (socievolezza). 1.5 - Capire i bisogni nutrizionali, saper ridurre, aumentare o completare le razioni a seconda dell’età o del lavoro che gli si chiede. 1.6 - Conoscere i rischi della sovralimentazione (e quelli della scarsa alimentazione), saper prevenire od intervenire in caso d’urgenza (colica). 1.7 - Conoscere la vulnerabilità dell’asino (freddo, umidità, ecc.) e prevenirla. 1.8 - Garantire la profilassi di rito per gli asini (vaccini, parassiti interni ed esterni), l’igiene delle stalle e del pascolo. 1.9 - Identificare e curare le malattie contaggiose della pelle (scabbia, tigna) e la presenza di parassiti esterni (pulci, zecche). 1.10 - Saper curare le ferite leggere. 1.11 - Essere dotati di una cassetta di pronto soccorso veterinario. 1.12 - Conoscere un veterinario ed un maniscalco con reperibilità in caso d’urgenza.
2 – Saper utilizzare l’animale: 2.1 - Riconoscere l’età, lo stato generale, l’attitudine psichica e caratteriale al tipo di lavoro e saper scegliere l’asino adatto al lavoro prescelto 2.2 -Manipolare l’animale senza rischi: prendere il piede, condurlo a piedi, montarlo nel van e trasportarlo (adattare un van da cavalli). 2.3 - Saper spostare un gruppo di asini. 2.4 -Evitare di far lavorare un asina sul finire della gestazione o all’inizio dell’allattamento, un asino sotto i tre anni, un asino claudicante, in cattivo stato o malato. 2.5 -Non affidare uno stallone o un animale dal comportamento instabile a persone inesperte o non informate di eventuali rischi.
3 – Conoscere i materiali: 3.1 - Saper bardare correttamente (sistemare le redini, le briglia, i finimenti in genere) 3.2 - Saper stringere le cinghie (sella, basto, o tiro) 3.3 - Utilizzare materiale in buono stato, pulito e soggetto a manutenzione periodica. 3.4 - Conoscere il perché delle differenze fra i materiali (basto con o senza armatura, avvolgente o no, tiro con cinghie o collare, i diversi tipi di vetture da traino, buon utilizzo delle imboccature, ecc.).
4 - Conoscere la normativa di legge e applicarla: 4.1 - Registrazione ASL e libretti sanitari 4.2 - Sulla compravendita di un equide 4.3 - Sul codice della strada in riferimento agli animali 4.4 - Sulle responsabilità (nei riguardi degli animali, di terzi, verso i clienti, in caso di trasporto, in caso di noleggio ecc.) 4.5 - Essere assicurato adeguatamente
5 – Nei riguardi della clientela: 5.1 - Saper trasmette il rispetto per l’animale 5.2 - Fare proprie e diffondere la conoscenza della storia, cultura, pensiero filosofico legati all’asino 5.3 - Dare sufficienti informazioni scritte e verbali riferite al benessere psichico e caratteriale dell’animale 5.4 - Altrettanto al fine di garantire la sicurezza del cliente (assicurazione, tetano, pericoli, ecc.) 5.5 - Proporre prestazioni e servizi nel rispetto dell’animale (evitare carichi troppo pesanti da portare o tirare, utilizzare materiali adatti, evitare la competizione fra asini, non eccedere nei tempi lavorativi). 5.6 - Rispettare la clientela (tariffe oneste e precise, prestazioni adeguate, ospitalità, ecc.) 5.7 - Usare obbligatoriamente asini sani adeguati al loro utilizzo 5.8 - Provvedere a sostituire gli asini se necessario 5.9 - Conoscere e rispettare il luogo praticato dal cliente e dall’asino.
Chi fa propria la scrittura di questa carta deve tener in considerazione le profonde differenze tra un cavallo ed un asino: a - Gli asini tra loro non sono aggressivi, salvo certi stalloni che in generale vengono isolati. Preferiscono vivere in gruppi, che possono essere custoditi liberi nella scuderia, possono essere alimentati in gruppo senza che si generi conflittualità. b - Un asino non obbedisce, ecco perché va educato piuttosto che domato. Egli partecipa sempre al lavoro che gli si chiede cercando sistematicamente di proteggere ed affiancare i suoi accompagnatori. Perciò è normale che un asino rifiuti di fare certe cose quando non ne vede la necessità, e soprattutto quando individua una soluzione meno rischiosa (per esempio rifiuta di passare nell’acqua di una pozza se c’è del terreno asciutto ai bordi). c - L’asino è un animale conviviale, che tiene sempre conto del gruppo, di conseguenza non ama la competizione. d - L’asino è un animale rustico, bardature, finimenti e materiali devono rispettare la sua rusticità. e - Un buon asinaro sa distinguere le differenze di carattere dei suoi asini, sa tradurne i comportamenti e tenerne conto. Di conseguenza sceglie di affidare un animale ad una persona piuttosto che ad un’altra.
Le relazioni asinaro-asino devono essere reciprocamente confidenziali ed armoniose.
Un asinaro professionista non alleva i suoi animali per la macellazione, ma per lavorarci insieme.
A Man Ane e Mulet Association Nationale
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